
6 aprile 1987. Lo stesso balcone.
A 30 anni dal golpe, la legittimazione più calorosa arrivò al dittatore Augusto Pinochet dalle stanze del Vaticano.
18 febbraio 1993: la privatissima ricorrenza delle sue nozze d’oro viene allietata da due lettere autografe in spagnolo che esprimono amicizia e stima e portano in calce le firme di papa Wojtyla e del segretario di Stato Angelo Sodano.
«Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine", scrive senza imbarazzo il Sommo Pontefice,
"con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale. Giovanni Paolo II».
Ancor più caloroso e prodigo di apprezzamenti è il messaggio di Sodano, che era stato nunzio apostolico in Cile dal ’77 all’88, e che nell’87 aveva perorato e organizzato la visita del papa a Santiago, trascurando le accese proteste dei circoli cattolici impegnati nella difesa dei diritti umani.
Il cardinale scrive di aver ricevuto dal pontefice
«il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa l’autografo pontificio qui accluso, come espressione di particolare benevolenza». E aggiunge:
«Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile». E conclude, riaffermando al signor Generale "l’espressione della mia più alta e distinta considerazione".
from
www.disinformazione.it/11settembre1973.htmSalvador Allende, Victor Jara e le centinaia di migliaia di innocenti torturati e massacrati dal generale Augusto Pinochet e dal suo regime, attendono ancora (ma ormai invano) una "benedizione apostolica speciale" e "l’espressione della più alta e distinta considerazione"....C'è un episodio che voglio ricordare, raccontato da uno scrittore ebreo (di cui purtroppo non ricordo il nome) di origine cilena e apparso sull'Unità all'indomani della morte di Wojtyla.
Si riferiva sempre al viaggio del pontefice in Cile.
Wojtyla davanti ai giovani (papa boys) riuniti su un'immensa spianata in centinaia di migliaia a un certo punto della predica durante la messa, pose tre domande.
"Rinunciate a Satana, alla tentazione del male?" - e la folla all'unisono - "sììììììì".
"Rinunciate al culto del denaro e del profitto come scopo unico e fine della vostra vita?" , ancora un coro unanime - "sìììììì"
All'ultima domanda successe quello che nessun giornale o Tv ha mai raccontato...
"Rinunciate al sesso fuori dal matrimonio e come ricerca pura e semplice del piacere?"...questa volta dalla folla di giovani si levò sì un coro unanime ma per dire "NOOOOOOO!"
Lo scrittore che ricorda questo episodio parlava di miopia del pontefice in quella circostanza e anche di mancanza di sensibilità e lo faceva dalle colonne di un giornale in giorni in cui tutti erano indaffarati a tessere l'elogio del "santo subito". Miopia e insensibilità perchè, egli sosteneva, il papa non si rese conto che, quella rivolta alle centinaia di migliaia di giovani che erano nati e cresciuti nella dittatura, era una domanda inaccettabile, perchè si chiedeva loro di rinunciare alla sola libertà che potavano esercitare nella penombra della loro intimità. Fuori da essa c'era il buio della dittatura e della violenza che solo il papa miope non vedeva (o non voleva vedere).